Little boxes e Gianluca Nicoletti

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Riporto qui le parole di “Little boxes” di Malvina Reynolds. Lo faccio perché sollecitato (esasperato?) dalle quotidiane vessazioni di Gianluca Nicoletti, noto conduttore radiofonico la cui trasmissione mattutina si apre appunto con questa canzonetta del 1962 a cui cani e porci hanno attribuito i significati più arbitrari, nonché il pregio di essere la prima vera canzone in cui sia mai soffiato il vento precoce del Sessantotto.

L’aspetto più folkloristico della trasmissione di Nicoletti – in onda dal lunedì al venerdì su Radio24 – è il finto gioco al massacro con cui radioascoltatori e utenti del blog “Melog” si divertono a simulare la propria avversione per il conduttore, avversione giocosa che mostra invece tutto il loro l’affetto per il brillante creatore di Golem. Finto gioco al massacro al quale, mi pare evidente, mi unisco io pure con la pubblicazione di questo post.

Little boxes on the hillside,
Little boxes made of ticky-tacky,
Little boxes, little boxes,
Little boxes, all the same.
There’s a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they’re all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.

And the people in the houses
All go to the university,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
And there’s doctors and there’s lawyers
And business executives,
And they’re all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.

And they all play on the golf-course,
And drink their Martini dry,
And they all have pretty children,
And the children go to school.
And the children go to summer camp
And then to the university,
And they all get put in boxes
And they all come out the same.

And the boys go into business,
And marry, and raise a family,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
There’s a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they’re all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.

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