A cena con… SCO OpenServer 5

L’esperienza di farmi una pizza in compagnia di un server UNIX non l’avevo ancora fatta, ma c’è sempre una prima volta per qualsiasi cosa, anche per le più miserabili! A dirla tutta, non sono proprio solo: anche il mio socio Daniele condivide con me questa iniziazione non proprio entusiasmante.

Stiamo effettuando un backup generale in vista del completo rifacimento della macchina di un cliente, che passa da uno SCO OpenServer 5 ad una Fedora Core 7, un balzo in avanti anni luce a mio modesto parere, nonostante io non sia un grande estimatore della sorellastra Open di Red Hat.

A parte una serie di inconvenienti legati al filesystem HTFS – per niente supportato da Knoppix, con cui avrei voluto effettuare un backup al volo – a dominare la serata è da ore l’impressione angosciante di essere stati risucchiati in un vortice spaziotemporale che ci ha catapultato indietro di vent’anni buoni… Non mettevo mano da tempo su una SCO.

Ora che l’ho fatto capisco perché non se la passino per niente bene da quelle parti (leggete qui). Non che la cosa mi renda felice, niente affatto. Solo non puoi opporre al progresso il presunto diritto di conservare – a qualsiasi costo – la tua posizione di mercato, specie se il progresso si chiama Linux ed è il frutto di uno sforzo collettivo che non ha precedenti nella storia del Regno Animale.

Non lo so, non mi dilungo oltre. Non sono mica Luttazzi io, eh! 😉

P.S.: mi sono dimenticato di parlare delle condizioni pietose in cui ci è stato consegnato il server! Ecco due immagini che parlano più di 1024 parole, ovvero il server come lo abbiamo ricevuto e come lo riconsegneremo al cliente:

Ovviamente abbiamo mangiato la pizza accanto al server DOPO averlo ripulito 🙂

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