Quella che allego è una tavola sinottica molto dettagliata e ben fatta, realizzata da NPU/Lundqvist per mostrare l’evolversi in parallelo delle innumerevoli distribuzioni Linux esistenti/esistite, nonché la parentela che spesso le lega l’una l’altra. Si tratta di un lavoro che ha, a mio modesto parere, un grande valore scientifico e permette di effettuare la scelta di una distro per un determinato progetto anche (e sottolineo anche) in base alla longevità del progetto, alla sua natura iniziale e al numero di varianti che da essa derivano. Quella che allego è ad oggi la versione più aggiornata (release 9.3) ma, data la natura del progetto, invito a fare visita periodicamente al sito Internet ufficiale dei suoi maintainer, all’indirizzo http://futurist.se/gldt/.
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Dormono, dormono, dormono sulla collina…
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The Hill
Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.
One passed in a fever,
One was burned in a mine,
One was killed in a brawl,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife-
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.
Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one?–
All, all are sleeping on the hill.
Da questa notte – e proprio qui sta la notizia – Punto Informatico il più blasonato portale italiano dedicato alle novità dell’universo informatico è down. In bocca al lupo colleghi…
Riporto qui integralmente un annuncio di sicuro interesse comparso sulla mailing list del Linux User Group di Verona:
I radioamatori, i CB, e gli appassionati del radioascolto che nella mailing list “Ham” – ospitata presso lists.linux.it – hanno iniziato a scambiarsi opinioni e suggerimenti sui programmi GNU/Linux, sono lieti di annunciare la nascita del sito http://ham.linux.it dove, sotto forma di wiki, saranno riproposti articoli, documenti e link al materiale open source dedicato al mondo delle radiocomunicazioni. E’ possibile contribuire alla realizzazione del sito previa registrazione. Sono ammessi solo contenuti in licenza GFDL e Creative Commons.
È inutile spendere troppe parole attorno al tanto lieto quanto atteso evento, perché questa mattina se ne parlerà sui blog di mezzo mondo: con uno slittamento di circa tre mesi rispetto a quanto preannunciavano i rumors dei ben informati, sabato mattina è stata rilasciata Debian 5.0 (nome in codice: “Lenny”). Come tutti sanno, Debian GNU/Linux è il sistema operativo libero per eccellenza, supporta dodici architetture di processori e include gli ambienti desktop KDE, GNOME, Xfce e LXDE. Debian, campionessa assoluta di stabilità, efficienza, portabilità e sicurezza – nonché distro Linux ufficiale su cui ho costruito sino ad ora ogni mio progetto – gira egregiamente su:
- Sun SPARC (sparc)
- HP Alpha (alpha)
- Motorola/IBM PowerPC (powerpc)
- Intel IA-32 (i386)
- IA-64 (ia64)
- HP PA-RISC (hppa)
- MIPS (mips, mipsel)
- ARM (arm, armel)
- IBM S/390 (s390)
- AMD64 e Intel EM64T (amd64)
Commovente e sintomatica di un clima di cooperazione ispirata da uno spirito umanissimo e fraterno è la dedica di questa straordinaria release:
Debian GNU/Linux 5.0 Lenny
è dedicato a Thiemo Seufer, uno sviluppatore Debian deceduto il 26 dicembre 2008 in un tragico incidente d’auto. Thiemo era coinvolto in Debian in molti modi: provvedeva alla manutenzione di numerosi pacchetti ed era il sostenitore principale del port di Debian verso le architetture MIPS. Era inoltre un membro del nostro gruppo del kernel, così come del gruppo dell’installatore Debian. I suoi contributi vanno oltre il progetto Debian: ha anche lavorato sul port MIPS del kernel di Linux, sull’emulazione MIPS di qemu e a molti altri progetti minori, troppi per essere menzionati qui.
Il suo lavoro, la sua dedizione, la sua vasta competenza tecnica e la sua capacità di condividere ci mancheranno. I contributi di Thiemo non saranno dimenticati. L’alta qualità dei suoi lavori renderà molto difficile la sua sostituzione.
Che altro dire? Per maggiori informazioni potete come sempre consultare la release announcement e le release notes. Correte a scaricare l’immagine ISO giusta per la vostra architettura dalla pagina di download ufficiale o individuate il mirror più vicino. Se avete una ADSL anche solo decente, consiglio vivamente di installare Debian con la ISO della “netinst”, le cui ISO per i386 e x86_64 sono già disponibili qui: debian-500-i386-netinst.iso (150MB, MD5, torrent), debian-500-amd64-netinst.iso (131MB, MD5, torrent). Have fun!
Oggi la community del celebre CMS Drupal festeggia i suoi primi otto anni di vita. Il 15 gennaio del 2000 Dries Buytaert pubblicava infatti la prima versione del suo bulletin board system. Solo un anno dopo lo trasforma nel progetto Open Source che oggi conosciamo. Forse non tutti sanno che… il nome Drupal è semplicemente la traslitterazione inglese per la parola olandese druppel che significa goccia. Il nome nasce dall’ormai defunto progetto drop.org, sito il cui codice si evolse lentamente fino a trasformarsi nel core della prima versione di Drupal. La leggenda vuole che Buytaert avrebbe voluto chiamare il sito Internet ufficiale del suo progetto dorp (in olandese: villaggio) ma commise un errore di digitazione quando controllò la disponibilità del dominio. Rileggendo, decise che drop suonava meglio.
Da oggi è disponibile per il download l’ultima release taggata STABLE di FreeBSD. Si tratta della attesissima 7.1-STABLE, che rispetto alla precedente introduce significative migliorie ed alcune – poche, in verità – nuove feature.
Tecnicamente questa è una second release del ramo 7-STABLE, quindi resta in linea di massima invariata l’architettura, specie a livello di kernel. Tra le principali novità, il team di sviluppo annuncia le seguenti:
The ULE scheduler is now the default in GENERIC kernels for amd64 and i386 architectures; support for using DTrace inside the kernel has been imported from OpenSolaris; a new and much-improved NFS Lock Manager (NLM) client; boot loader changes allow, among other things, booting from USB devices and booting from GPT-labeled devices; the cpuset(2) system call and cpuset(1) command have been added, providing an API for thread to CPU binding and CPU resource grouping and assignment; KDE updated to 3.5.10, GNOME updated to 2.22.3; DVD-sized media for the amd64 and i386 architectures.
Lo devo ammetere: FreeBSD è in assoluto il sistema operativo che preferisco in ambito server. L’esperienza sul campo e i numerosi banchmark pubblicati dai massimi esperti del settore non ammettono infatti alcun dubbio: FreeBSD è anni luce avanti anche rispetto a Debian GNU/Linux, la distribuzione che da anni ho scelto di adottare in ambito server, scelta che dipende solo da alcuni fattori meramente pratici, come la maggior facilità di reperire “manodopera” in grado di lavorare su piattaforme Linux piuttosto che UNIX e una gestione molto più semplice degli aggiornamenti di sicurezza. Continuo però ad utilizzare con successo e – soprattutto – con somma soddisfazione FreeBSD su alcuni dei miei server: quando troverò qualche ora per l’upgrade alla nuova 7.1 vi farò avere le mie impressioni.
Non che io voglia unirmi al coro delle migliaia di impazienti che postano ogni giorno informazioni contraddittorie sul rilascio della nuova release stabile di Debian. Il fatto è che questa mattina ho fatto un giro sulla pagina ufficiale del Release-critical bugs status e non ho potuto non notare la brusca flessione del grafo verde, quello che corrisponde ai bug critici che ancora devono essere risolti prima di switchare la nuova Debian 5.0 (nome in codice: Lenny) da testing a stable. Insomma, se non si verificheranno altri picchi improvvisi dovremmo esserci nel giro di un paio di mesi al massimo. E, da quanto vedo, la mia previsione è pure fin troppo cauta. Ci sono grandissime aspettative attorno a questo evento: Debian resta il punto di riferimento assoluto per chi eroga servizi online ad alta affidabilità. Incrociamo le dita, dunque…
Non so se avete notato il nuovo look di questo blog. Sono andato in bianco. Principalmente per dare un po’ più di respiro ai post. Poi perché conto di invadere anche la colonna di sinistra. A me piace. Ci sto ancora lavorando, a onor del vero. Mi sono fatto suggestionare dal minimalismo del nuovo blog di MarcoGNU. Onore al merito!








