Archivio del mese di luglio 2011

Il (falso) mito dell’automobile volante

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Questa mattina Wired pubblica un articolo intitolato Auto volanti, ci siamo (negli Usa) in cui si annuncia che le autorità competenti americane hanno approvato la libera circolazione del Transition, una delle automobili volanti prodotte dalla statunitense Terrafugia. Credo di avere letto notizie entusiastiche su questo progetto almeno 10 anni fa – correggetemi se sbaglio – e ora come allora non riesco proprio a provare nessun entusiasmo per un prodotto così sfacciatamente lontano dall’idea di automobile volante a cui decenni di letteratura fantascientifica ci hanno abituato.

A parte il prezzo non proprio popolare – che difficilmente permetterà al Transition di decollare, quanto meno in termini di vendite – quello che mi lascia maggiormente perplesso è la sensazione di complessiva goffaggine che questo progetto trasmette. L’idea stessa di dover circolare per le strade di una grande città con due lunghe ali ripiegate mi pare cozzi pesantemente con lo scopo principale per cui questi velivoli dovrebbero essere concepiti, ovvero quello di dare a tutti noi la possibilità di svincolarci al volo da tutti quegli innumerevoli impedimenti quotidiani che rendono impossibili le nostre strade. Qui però siamo decisamente lontanissimi dall’obiettivo: per prendere il volo il Transition ha bisogno di una pista di 520 metri, il che fa pensare che il dispositivo possa decollare ed atterrare solo nelle aree dedicate al volo ultraleggero – ma a questo punto perché non raggiungere tali aree comodamente in auto per poi decollare con un velivolo tradizionale, meno promiscuo e decisamente più collaudato?

Wired presente l’intera questione in termini entusiastici, ma credo dipenda dal fatto che siamo in piena estate e non ci sono grandi novità in giro. Certo vedere infrangersi in questo modo uno dei miti più affascinanti del nostro immaginario non è cosa molto estiva. Chissà che Wired non ci annunci presto con toni ugualmente entusiastici la produzione di una nuova gamma di ascensori spacciandola per teletrasporto. D’oh!!!

 

 

Ascanio Celestini: l’elogio funebre di Toni Mafioso

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I topi non avevano nipoti

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Ci sono giornate in cui percorro tra una cosa e l’altra 3 o 4cento km – non accade ogni giorno altrimenti avrei già cambiato attività, ma capita almeno una volta a settimana. A tenermi compagnia sono quasi sempre le trasmissioni di Radio24: quando guido odio ascoltare cose registrate – non importa su quale supporto – preferisco farmi raggiungere da suoni e parole che viaggiano nella mia stessa direzione, con me, in quel tempo esatto. Il bello della diretta. O anche solo della presa diretta. Stamattina era in onda un pezzo dedicato a “Caos calmo” e nel montaggio hanno inserito un paio di sequenze tratte dal film, tra cui il dialogo delicatissimo tra padre e figlia prima della buonanotte, quello in cui la bimba spiega il concetto di reversibilità ripetendo al padre un palindromo che le hanno insegnato a scuola: i topi non avevano nipoti. A parte il fatto che quello è uno dei momenti più belli del racconto, mi sono distratto subito cercando di formulare almeno un altro palindromo appena appena decente e – ovviamente – non ci sono riuscito. Che altro potevo fare, a metà inoltrata del 2011, se non cercare online il risultato dello sforzo altrui? Ed ecco quindi un sito completamente dedicato a questo esercizio logico che ha tutta l’aria di portarsi dentro qualcosa di magico e profondamente simbolico: http://plgrs.lacab.it/palindromi/?o=lunghezza. Enjoy!

Festival Corale Verona Garda Estate

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Vi giro una segnalazione appena ricevuta: si tratta del Festival Corale organizzato da Verona Garda Estate, una manifestazione che si svolge sul Lago di Garda e nelle province di Verona, Brescia, Mantova, Vicenza, luoghi ricchi di storia, cultura e bellezze paesaggistiche – cito testualmente! La manifestazione non ha carattere competitivo al fine di incoraggiare il più possibile l’avvicinamento di culture musicali lontane e tra loro diverse. Nato nel 2007, il Festival ha avuto in sole tre edizioni subito una immediata adesione con la partecipazione di oltre 40 cori provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti, dal Canada, e dal Medio Oriente e naturalmente dall’Italia, tutti con un considerevole livello artistico che ha permesso un’alta qualificazione della manifestazione.

Maggiori informazioni le trovate qui: http://gardaestate.altervista.org/programma_2011

Eliminate i peli dal naso e la vostra salute migliorerà!

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Riroduco qui un documento di rara follia – leggere per credere – in cui sono incappato a casaccio navigando sulla prestigiosa testata online http://www.focus.it:

Nel 1955 circa, andavo a scuola in vespa. Un mattino, d’inverno, fioccava e per il grande freddo dovetti fermarmi con i capelli imbrattati di neve e la vespa non poteva proseguire per il ghiaccio in strada. Fermo sotto un albero, incontrai i miei colleghi insegnanti che tornavano alle rispettive case poiché le lezioni, per il grande freddo, erano sospese. Tornani anche io a casa, ma vi giunsi gravemente raffreddato. La pelle arrossata. In particolare il naso mi doleva perché ghiacciato all’interno e all’esterno al punto che non potevo respirare. In queste condizioni, con gli occhi che mi lacrimavano e con una possente flogosi, avvertivo un forte dolore al naso poiché i peli del naso medesimo mi pizzicavano essendosi ghiacciati.

Decisi di tagliarne qualcuno con le forbicine. A mano a mano che tagliavo i peli mi sentivo decisamente meglio, al punto che li tagliai tutti quanti, tutti quelli che potevo. Data la mia natura estremamente curiosa, decisi di sperimentare se si trattasse di una casualità o di un dato affidabile, quel mio sentirmi così bene. Così andai in vespa a forte velocità tutte le sere, nonostante il freddo, per sperimentare se mi si verificasse il congelamento o avvertissi qualche problema. Ho provato dunque a togliere i peli dal naso con la pinzetta, e li ho eliminati tutti anche a mano a mano che crecsevano al punto che oggi non mi sono più ricresciuti. Da allora non ho mai più avuto un raffreddore e anche la mia respirazione è decisamente migliorata: oggi respiro liberamente, senza nessun ostacolo alle vie respiratorie. Ne ho concluso che eliminare completamente i peli dal naso è una soluzione anche preventiva contro possibili malattie respiratorie ed anzi migliora la capacità respiratoria, senza nessuna fatica o sensazione di ostacolo. Di fatto, ho 94 anni e da circa 60 anni non ho più avuto un raffreddore, né tosse o altre malattie respiratorie. Leggi il resto…

Il Consiglio di Stato contrario alla Pec

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Vi riporto qui l’incipit di un corsivo pubblicato un paio di giorni fa su http://saperi.forumpa.it a firma di Tiziano Marelli, sperando di solleticare la vostra curiosità.

È notizia di pochissimi giorni fa quella relativa al parere negativo del Consiglio di Stato sull’utilizzo di mezzi telematici per la presentazione delle prossime domande da professore universitario. La disputa riguarda i concorsi che dovrebbero partire in autunno. Si tratta di un’operazione monstre: almeno 25mila candidati (ricercatori, professori associati e studiosi di varia specializzazione attualmente impiegati extra-ateneo) che devono essere selezionati da 180 commissioni composte da 900 giudicanti. Una “gara” che comunque non mette in palio cattedre nell’immediato, ma serve a rientrare semplicemente negli elenchi dell’abilitazione nazionale, quelli rispetto ai quali le università italiane potranno attingere per poi “chiamare” docenti ordinari e associati di tutte le materie.

Davanti ad un esercito del genere in marcia sull’Università, il Miur – il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – si era convinto a puntare sulla Pec, la posta elettronica certificata, nella prospettiva di rendere più semplice la trafila ai candidati, e più snella la selezione a chi ne era preposto. In questo modo, le “domande, corredate da titoli e pubblicazioni scientifiche” andavano “presentate per via telematica”, e così sarebbe bastata una mail certificata con tanto di pdf in allegato per assolvere la richiesta. Ma per il Consiglio di Stato il problema si è, invece, rivelato insormontabile perché, paradossalmente, “la trasmissione informatica può diventare troppo onerosa e richiedere tempi di confezionamento e lettura più lunghi”, anche perché risulterebbe “troppo difficile leggere le mail con allegati”. Poche parole a epitaffio di un lodevolissimo tentativo di modernizzazione e innovazione delle metodologie in atto nella Pubblica Amministrazione, con la conseguenza che ora tutti i candidati dovranno spendere soldi inutili (e nemmeno pochi) per riempire di carta le commissioni pre-esaminatrici (solo le pubblicazioni che dovranno essere considerate valide sono dodici, e in cinque copie, tanti sono i componenti di ogni collegio) e intasare le Poste di plichi che poi andranno ad accumularsi al Miur per essere passati al vaglio. Leggi tutto…

Pillole contro la sindrome che spinge a regalare i propri utenti ai Social Media di terzi

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Vediamo se in questo modo è chiaro a tutti che è molto meglio mettere i propri dati aziendali nelle mani di un partner affidabile piuttosto che buttarli nel secchio dell’umido… Un ringraziamento speciale a Luca che me lo ha segnalato!

Mi fa impazzire: no! no! no!

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Postgrey: reset periodico del database

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Chi utilizza Postgrey come componente di sistemi anti-SPAM complessi deve effettuare periodicamente un reset del database che l’applicazione ha generato. Questo perché da tempo i server di molti spammer riescono a mantenere lunghi periodi di operatività senza che niente e nessuno li riesca a fermare – facendoli finire in una delle blacklist di riferimento, ad esempio.

Il risultato è che sempre più spesso i server di alcuni grossi spammer finiscono nel database delle combinazioni considerate trustable dal nostro Postgrey, invalidandone di fatto l’efficacia. Per ovviare a scenari come questo esiste un metodo brutale ma efficace: resettare completamente i database di Postgery e i suoi file di lock, riportandolo alla situazione originaria.

Ecco come:

  1. interrompere il daemon di Postgrey
  2. eliminare la directory /var/lib/postgrey (consiglio vivamente di rinominarla)
  3. creare una /var/lib/postgrey vuota
  4. riavviare Postgrey

In altre parole, si deve procedere così:

# /etc/init.d/postgrey stop
# cd /var/lib
# mv postgrey postgrey_OLD
# mkdir postgrey
# chown -R postgrey:postgrey postgrey
# /etc/init.d/postgrey start

Queste istruzioni si riferiscono a Debian GNU/Linux – la mia distribuzione di riferimento – ma funzionano per quasi tutte le altre distribuzioni in circolazione. Controindicazioni? Nessuna, se non che dal reset in poi verranno ripresi in esame tutti i nuovi messaggi, anche quelli provenienti da server effettivamente trustable – ovvero che avevano già una loro triplet nel db di Postgrey – causando lievi ritardi nella consegna della posta elettronica. Per questo consiglio di effettuare il reset solo un paio di volte l’anno.