Il ibro "È facile smettere di fumare se sai come farlo" di Allen CarrIo sono uno scettico indefesso, chi mi conosce lo sa. Il mio primo approccio di fronte a qualsiasi novità è sempre lo stesso: prima ancora di capire di che cosa si tratti formulo senza nemmeno accorgermene una sequela interminabile di possibili trappole occulte e ipotesi dietrologiche. Non credo in alcun modo alle buone intenzioni del mio prossimo, specie di quello che sbandiera a destra e a manca di avere una verità assoluta in tasca – penso immediatamente che quella verità me la si voglia vendere e che il suo prezzo sarà senz’altro iniquo. Per questo motivo ho perso – oltre alla fiducia – qualsiasi tipo di fede: perché non tollero di dovere credere a qualcosa o a qualcuno che non mi convinca con il proprio buon esempio – non accade mai – o con motivazioni fondate.

Se non credo a chi spaccia certezze sull’altro mondo in cambio di denaro e potere, figuratevi cosa ho pensato quando mi hanno parlato di Allen Carr e del suo libro “È facile smettere di fumare se sai come farlo”. Quando un cliente me ne ha parlato ho mostrato il consueto entusiasmo che si deve mostrare ad ogni cliente in quanto tale, ma l’informazione è stata immediatamente taggata come tossica ed è passata solo grazie al nome dell’autore del libro che è davvero facile da ricordare, anche per uno come me che da anni  ha troppe cose in testa per ricordarne altre. “Carr, come auto in inglese ma con due erre” – mi ha detto lui. L’informazione, messa in questo modo, è stata archiviata nella directory junk del mio buon vecchio cervello.

Di ritorno a casa ho commesso l’errore – si fa per dire – di parlarne con la mia compagna, la quale da anni mi chiede senza successo che io smetta di fumare. Nel giro di un paio di settimane, giusto il tempo di fermarmi al primo Autogrill e trovarmelo davanti tra la solita trivialliteratur e le riviste di gossip, il libro era sul mio comodino. Leggi il resto »