Una scena tratta dal film "Sette Anime"Sabato sera mi sono rinchiuso in un multisala con la mia dolce metà. L’intento era quello di trascorrere una serata all’insegna della spensieratezza. La settimana appena passata era di quelle che qualche livido lo lasciano. Così ci siamo spostati dal centro di Brescia alla sua immediata periferia, dove si trova il Warner di zona. Avevo trovato la locandina con la programmazione della serata in un negozio gestito da una slava magrissima, accanto al registratore di cassa. Volevo vedere “Yes man”, ma solo dopo una pizzata con delizia al limone in uno dei nostri locali preferiti, gestito da veri amalfitani. Per il film con Jim Carrey però era quasi tutto esaurito e “Milk” – la mia seconda scelta per una serata all’insegna della spensieratezza – lo davano da tutt’altra parte. Restavano solo “Viaggio al centro della terra”, “Italians”, “Imago mortis” e “Sette anime”. Io avevo gli occhiali, il che si concilia male con le mascherine usa-e-getta per il 3D. Verdone è ufficialmente alla frutta almeno da “Grande, grosso e Verdone”.  Film di paura neanche a parlarne, io per primo. Restava solo lo sguardo enigmatico di Will Smith che fissava nel vuoto da un poster alto un paio di metri. E così, a dieci minuti dall’inizio delle ultime proiezioni, abbiamo optato per “Sette anime”.

Leggi il resto »