Io che del Commodore 64 sono figlio non posso che riprodurre qui con somma soddisfazione un articolo del Messaggero in cui sono incappato oggi. Poi uno si domanda perché io prediliga lavorare da linea di comando piuttosto che con una qualsiasi interfaccia grafica. La mia dolce metà dice che i numerini verdi prima o poi mi faranno impazzire, e che finire in un plastico di Porta a Porta è il destino di quasi tutti i consulenti informatici. Che abbia ragione lei? Non lo so. E poi adesso non ho tempo per pensare a queste cose: devo tornare ai miei numerini verdi…

Il Commodore 64 è molto più di un computer. Lo sanno i milioni di appassionati che, in tutto il mondo, ricordano con nostalgia la familiare macchina di colore beige, che fece il suo ingresso nel mercato americano alla fine del 1982 per poi conoscere una rapida diffusione anche nel Vecchio Continente. Navigando in rete si scopre che tanti di quei ragazzi degli anni Ottanta, che magari avevano convinto i propri genitori ad acquistare il C64 a rate, ancora oggi hanno impresso nella mente ogni dettaglio dell’affascinante macchina: dai suoi giochi storici come Super Mario ai comandi in linguaggio Basic come il “SYS64738”, diventato oggi nickname prediletto degli internauti più nostalgici. Leggi il resto »