Archivio del mese di ottobre 2008

Programma Linux Day 2008 a Bergamo

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Come ogni anno l’edizione bergamasca del Linux Day si distingue per l’eccezionale capacità organizzativa e la ricchezza dei seminari proposti. L’evento si terrà presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo.

Citando il sito ufficiale dell’iniziativa, ricordo che il Linux Day è una manifestazione nazionale articolata in eventi locali che ha lo scopo di promuovere Linux e il software libero.

Per maggiori informazioni e prenotazioni, consultare il sito Internet ufficiale del BGLUG (Bergamo Linux User Group) all’indirizzo http://www.bglug.it.

Convertire FAT32 in NTFS con Windows XP

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Fino a qualche anno fa, installando Windows XP era pratica diffusa scegliere  di formattare la partizione principale con il filesystem di tipo FAT32. Questo principalmente per motivi di accessibilità dei dati anche da sistemi operativi obsoleti (Windows 98) o “alternativi” (per Linux l’accesso in lettura e scrittura alle partizioni NTFS è stato introdotto con un certo ritardo, per ovvie ragioni).

Capita ancora oggi di trovare vecchie workstation con filesystem FAT32. Decaduta ogni ragionevole motivazione per conservare questo tipo di scelta, in questi casi io consiglio di effettuare la conversione da FAT32 a NTFS, dal momento che si tratta di un’operazione sicura, collaudata e che porta benefici indubbi sul piano operativo, primo fra tutti la possibilità di gestire volumi di dimensioni superiori ai 32GB (limite massimo per FAT32).

L’operazione di conversione è estremamente semplice. È sufficiente aprire una finestra di DOS e impartire il seguente comando:

Convert X: /FS:NTFS /V /NoSecurity

  • X: corrisponde all’unità per cui vogliamo effettuare la conversione (ad esempio: C:)
  • /V indica di visualizzare i dettagli di ogni operazione (verbose mode)
  • /NoSecurity permette di non limitare l’accesso ai file convertiti in NTFS

Verrà richiesto il nome del volume per cui effettuare la conversione. Se il volume non ha nome, date invio senza inserire nulla. Il resto avviene in maniera pressoché automatica. Ecco un esempio dei semplici step attraverso cui passare:

Conversione Partizione Win XP (C)
Il file system è di tipo FAT32.
Inserire l'etichetta di volume corrente per l'unità C:: Win XP
Impossibile eseguire la conversione. Il volume è utilizzato
da un altro processo. Smontare il volume per eseguire
la conversione. TUTTI GLI HANDLE APERTI NEL VOLUME
CESSERANNO IN QUESTO MODO DI ESSERE VALIDI.
Forzare lo smontaggio su questo volume? (Sì/No)

Rispondere Sì (S) a quest’ultima domanda. Il sistema vi avviserà del fatto che è smontare il volume perché in uso e chiederà se si vuole programmare l’operazione al successivo riavvio. Anche in questo caso, rispondere affermativamente e riavviare la macchina.

Come dicevo, l’operazione è estremamente sicura e collaudata, ma – come si dice oltre oceano – “shit happens”, quindi consiglio di effettuare un backup preliminare nel caso in cui, ad esempio, vi tagliassero la luce proprio mentre state effettuando la conversione del filesystem.

Plastination…

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Non credevo ci fosse ancora qualcuno che non ha mai sentito parlare di Plastination, il macabro progetto di Gunther von Hagens. Credo di avere visitato per la prima volta il suo sito Internet almeno 6 anni fa, ma mi potrei sbagliare per difetto. Premetto che non trovo nell’arte di von Hagens alcunché di notevole o anche solo degno di attenzione. Io sono per disconoscerlo, ma non conoscerlo affatto è un po’ troppo. Per tutti quelli che si sono persi la disgustosa chicca, vi riporto alcune notizie sul progetto nel resto del post, ma vi avverto: quanto segue potrebbe non essere di vostro gradimento o addirittura offendere la vostra sensibilità. Leggi il resto »

CentOS 4.7 Server CD – i386 Released

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Nella notte è stata rilasciata l’ultima versione stabile di CentOS, l’ottima distribuzione Linux enterprise level derivata dai sorgenti ufficiali di Red Hat, la sola che contesti i primati di nuove installazioni alla Ubuntu 8.04 LTS Server Edition. CentOS (acronimo di Community enterprise Operating System) è la scelta ufficiale di molti ISP e rivenditori di hosting.

Una curiosità: anche se CentOS deriva direttamente da Red Hat Enterprise Linux, sul sito Internet ufficiale della distro si legge solo che “CentOS is an Enterprise-class Linux Distribution derived from sources freely provided to the public by a prominent North American Enterprise Linux vendor. Questo per ovvie ripercussioni che il grande successo di CentOS ha provocato nelle relazioni con Red Hat.

Ecco infine alcuni passaggi dell’annuncio ufficiale: The single CD server install for CentOS 4.7 has now been released and is available from all active mirrors. Notes: this installer will only work with i686-based CPUs; the included packages are a subset of all packages available in the CentOS distribution, however yum has been pre-configured to use the entire repository; in order to ensure that drivers and other third-party applications maintain compatibility, the package set used on the Server CD is from release time CentOS 4.7, you are strongly encouraged to run a ‘yum update’ immediately after installation; the ISO size is lower than the 650 MB acceptable for a single CD – feedback on what other packages should be added or removed from this CD for the next release are welcome.

Marco Roberto Bertoli parla della sua “Città dei Ragazzi”

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Installazione di Debian Etch su RAID + LVM

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In questo post descrivo con la massima sinteticità e senza alcuna pretesa di completezza come si possa realizzare un RAID 1 (software) durante l’installazione di Debian Etch e come si configuri correttamente il LVM.

Su una delle mie workstation ho due hard disk identici da 320GB. Ho deciso di installarci l’ennesima Debian Etch e di mettere i due dischi in RAID. Ho avviato l’installazione e in un paio di minuti sono arrivato allo step in cui vanno effettuati i settaggi per il partizionamento dei dischi. Trattandosi di dischi S-ATA, il debian-installer me li ha riconosciuti come segue:

  • SCSI1 (0,0,0) (sda)
  • SCSI2 (0,0,0) (sdb)

Lo stesso discorso vale comunque anche per dischi IDE, in quel caso il debian-installer li vederebbe così:

  • IDE1 (hda)
  • IDE2 (hdc)

A questo punto ho creato una prima partizione di booting, di dimensioni minime (solo 512MB):

  1. selezionare il primo disco SCSI1
  2. scegliere come metodo di partizionamento “Manuale”
  3. selezionare la voce “SPAZIO LIBERO” sotto SCSI1
  4. scegliere “Crea una nuova partizione”
  5. selezionare “Inizio” come posizione della nuova partizione
  6. selezionare “Primaria” come tipo della nuova partizione
  7. inserire 512M come dimensione della nuova partizione
  8. scegliere “Volume fisico per il RAID” come modo d’uso della nuova partizione
  9. scegliere “Preparazione di questa partizione completata”

Poi ho creato la partizione destinata a contenere il filesystem vero e proprio:

  1. selezionare il primo disco SCSI1
  2. scegliere come metodo di partizionamento “Manuale”
  3. selezionare la voce “SPAZIO LIBERO” sotto SCSI1
  4. scegliere “Crea una nuova partizione”
  5. selezionare “Inizio” come posizione della nuova partizione
  6. selezionare “Primaria” come tipo della nuova partizione
  7. inserire 95% come dimensione della nuova partizione
  8. scegliere “Volume fisico per il RAID” come modo d’uso della nuova partizione
  9. scegliere “Preparazione di questa partizione completata”

Perché al punto 7 ho scelto di utilizzare solo il 95% del disco? Semplicemente perché, nel caso io debba sostituire uno dei due dischi, non avrò mai la certezza assoluta che il nuovo disco abbia esattamente lo stesso numero di cilindri etc. rispetto al disco originale, nemmeno se lo compero della stessa marca e dello stesso taglio. Ho bisogno quindi di un gap di tolleranza per mettermi al sicuro da possibili perdite di dati o inconsistenze durante la ricostruzione dei volumi. Certo, si spreca dello spazio che non verrà mai utilizzato, ma con dischi di queste dimensioni ce lo possiamo pure permettere.

Ora è necessario ripetere le operazioni appena descritte anche per il secondo disco (SCSI2) assicurandoci di avere effettuato esattamente le stesse scelte fatte per il primo.

Fatto questo, possiamo configurare il RAID 1 software. Per prima cosa creiamo il device multidisk destinato a contenere la partizione di boot:

  1. scegliere “Configurare il RAID software”
  2. confermare “Scrivere i cambiamenti sui dispositivi…”
  3. scegliere “Creare un device multidisk (MD)”
  4. selezionare “RAID1″ come tipo di device multidisk
  5. confermare “2″ come numero di device attivi per l’array RAID1
  6. confermare “0″ come numero di device “spare”
  7. abilitare solo /dev/sda1 e /dev/sdb1 come device attivi
  8. scegliere “Terminare”

Poi creiamo il device multidisk destinato a contenere il filesystem vero e proprio:

  1. scegliere “Configurare il RAID software”
  2. confermare “Scrivere i cambiamenti sui dispositivi…”
  3. scegliere “Creare un device multidisk (MD)”
  4. selezionare “RAID1″ come tipo di device multidisk
  5. confermare “2″ come numero di device attivi per l’array RAID1
  6. confermare “0″ come numero di device “spare”
  7. abilitare solo /dev/sda2 e /dev/sdb2 come device attivi
  8. scegliere “Terminare”

Ora possiamo passare alla creazione dei volumi logici. Per prima cosa creo il volume destinato a fare da swap del sistema:

  1. scegliere “Configurare il Logical Volume Manager”
  2. confermare “Scrivere le modifiche sui dischi e …”
  3. scegliere “Creare i gruppi di volumi”
  4. scrivere “VG00″ come nome del gruppo di volumi
  5. abilitare solo /dev/md/1 come device per il nuovo gruppo di volumi
  6. scegliere “Creare un volume logico”
  7. selezionare il gruppo di volumi “VG00″
  8. scrivere “swap” come nome del volume logico
  9. scrivere “4GB” come dimensione del volume logico (almeno il doppio della RAM)

Poi creo il volume destinato al filesystem vero e proprio:

  1. scegliere “Creare un volume logico”
  2. selezionare il gruppo di volumi “VG00″
  3. scrivere “filesys” come nome del volume logico
  4. confermare il valore massimo disponibile proposto come dimensione del volume logico
  5. scegliere “Terminare”

A questo punto posso creare le partizioni:

  1. selezionare il n° 1 sotto “LVM VG VG00 LV filesys”
  2. creare la partizione normalmente (scegliendo “Ext3″ come modo d’uso e “/” come mount point)
  3. scegliere “Terminare”
  4. selezionare il n° 1 sotto “LVM VG VG00 LV swap”
  5. creare la partizione di swap normalmente (scegliendo “swap area” come modo d’uso)
  6. confermare “Scrivere le modifiche sui dischi e …”

Fatto questo, è sufficiente procedere con l’installazione di Debian come di consueto.

Repliee R-1, il robot bambina

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Come ottenere l’autorizzazione a non pagare il Canone RAI

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Un lettore di Punto Informatico racconta la procedura burocratica con cui si è aggiudicato l’autorizzazione a non pagare il Canone RAI, richiesto non più solo per i televisori ma anche per una serie di altri apparecchi elettronici.

Buon giorno! Sono uno dei pochi fortunati che ha in mano una lettera della RAI che lo AUTORIZZA a non pagare il canone. Come ci sono riuscito? Semplicemente seguendo la legge e quanto previsto dal Regio Decreto R.D.L.21/02/1938 n. 246, convertito in legge il 4 giugno 1938, n. 880.

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Feast of Tabernacles 2008

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Si terrà a Roma dal 13 al 22 ottobre la Feast of Tabernacles 2008. L’evento è organizzato dalla Chiesa di Dio Unita ed è curato da Carmelo Anastasi, direttore del periodico religioso “La Buona Notizia”. Anche se le iscrizioni all’iniziativa si sono pressoché concluse, consiglio a chi si interessa di protestantesimo in Italia di visitare il sito Internet ufficiale della piccola ma vivace comunità religiosa.

La montagna: una scuola di management

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Montagna per sport, montagna per la vita, montagna per la ricerca, montagna per passione. Ma non solo. L’esperienza alpinistica può insegnare molto anche in altri ambiti della quotidianità, persino quelli più lontani e che meno si penserebbe di associare. Per esempio il management, la gestione di un’impresa che come l’alpinismo si basa su strategie, obiettivi e rischi. E’ questo il tema dell’ultimo libro di Agostino Da Polenza, in libreria dall’8 ottobre. Domenica pomeriggio, alla Fiera “Alta quota” di Bergamo, Da Polenza lo presenterà in anteprima con il co-autore Gianluca Gambirasio.

Il libro si intitola: “La montagna: una scuola di management”. Il sottotitolo specifica: “La determinazione del singolo e della squadra sono le chiavi del successo sul K2 come in azienda”. A prima vista può sembrare una similitudine lontana, che mette insieme due mondi opposti: quello della montagna, dinamico, all’aria aperta e talvolta pericoloso, con quello del management, che richiama la sedentarietà e una vita forse stressata ma al riparo dai rischi. Eppure le affinità fra le due realtà non sono poche. Leggi il resto »