giu 06
Proftpd traccia qualsiasi operazione nel file di log denominato xferlog. In effetti molti altri demoni FTP scrivono i log in un file con lo stesso nome e adottando lo stesso formato, quindi questa tip può interessare anche chi utilizza, ad esempio, Wu-Ftpd o altri FTP standard BSD.
Il file xferlog si trova di solito in una delle seguenti directory:
/var/log
/var/log/proftpd/xferlog
/var/www/vhosts/{DOMAIN}/statistics/logs/xferlog_regular*
L’ultimo caso particolare riguarda solo i server amministrati con Plesk.
L’ultimo carattere riportato in ogni riga del xferlog mostra il modo in cui si è completato il trasferimento. Se il carattere è “c” significa che l’operazione si è completata con successo; se il carattere è “i” significa – al constrario – che l’operazione non è stata copmpletata e il trasferimento ha avuto pertanto esito negativo.
Questo comando restituisce tutti i trasferimenti incompleti:
egrep "i$" /path/to/xferlog
I tre caratteri che seguono il nome del file rappresentano nell’ordine:
- il tipo di trasferimento (a=ascii, b=binary)
- ogni eventuale azione particolare intrapresa (di norma viene riportato il carattere “_” che corrisponde a “nessuna azione”)
- la direzione del trasferimento (o=outgoing, i=incoming, d=deleted)
Per estrarre – ad esempio – una lista di tutti i file uploadati con successo:
awk '($12 ~ /^i$/ && $NF ~ /^c$/){print $9}' /var/log/proftpd/xferlog
Al contrario, per estrarre una lista di tutti i file il cui upload è fallito:
awk '($12 ~ /^i$/ && $NF ~ /^i$/){print $9}' /var/log/proftpd/xferlog
giu 05

Alle 17:35 ora locale ho ricevuto l’sms che annuncia la nascita di Camilla e Carlotta, rispettivamente seconda e terza figlia di Daniele, mio unico socio in eQuanta e della sua signora Giorgia. Un benvenuto alle bimbe e congratulazioni a genitori e sorellina Benedetta – ex figlia unica!
giu 05
… Parla Londra, trasmettiamo alcuni messaggi speciali:
Felice non è felice; è cessata la pioggia; la mia barba è bionda;
la mucca non da latte; Giacomone bacia Maometto;
le scarpe mi stanno strette; il pappagallo è rosso; l’aquila vola.
Parla Londra, abbiamo trasmesso alcuni messaggi speciali.
Clicca sul link per ascoltare la voce del Colonnello Harold Stevens che legge il comunicato, siamo nel lontano 1944:

giu 04
Mi è capitato in questi giorni di dover ripulire le mailbox di alcuni clienti svuotandole di tutti i messaggi più vecchi di un certo numero di giorni. Volendo automatizzare questa operazione piuttosto noiosa, ho spulciato fra le mie vecchie cose ed ho ritrovato uno script che assolve egregiamente il compito. Si tratta del programma cleanup-maildir scritto nel linguaggio di programmazione Python e dotato di una serie di funzionalità avanzate per la manipolazione delle Maildir.
Senza entrare troppo nel dettaglio (chi vuole può lanciare il programma con il consueto parametro “-h”) ecco il comando con cui si possono cancellare definitivamente tutti i messaggi più vecchi di 90 giorni:
./cleanup-maildir --age=90 --maildir-root='/home/nomeutente/Maildir' delete ''
Più semplice di così… Di seguito metto a disposizione lo script originale, anche se suggerisco di tenere d’occhio questo link per una versione sempre aggiornata:
giu 03
Dopo avere io pure ricevuto la famigerata lettera da parte della DAD di Amburgo, riporto integralmente l’articolo di Punto Informatico che mette in guardia sulle conseguenze che può avere l’adesione – sia pure inconsapevole – a questo servizio. Di cui chiunque può fare tranquillamente a meno, aggiungo io, specie se si pensa che ha il costo assolutamente ingiustificabile di 958,00 EURO!
Roma – Da alcuni giorni in molti stanno segnalando a Punto Informatico il ritorno del già noto “Registro italiano in Internet”, denominazione sotto la quale la società tedesca DAD di Amburgo trasmette lettere cartacee agli italiani da diversi anni. Nella lettera, assai diversa rispetto a quelle che circolavano in passato e che avevano attirato l’attenzione di consumatori e Garante del mercato, la società editoriale propone alle aziende contattate di aggiornare i dati inseriti nel suo registro ma anche di pubblicare una inserzione che – avverte – “è soggetta a spese”.

Per farlo, nella lettera inserisce un modulo come quello riprodotto qui sotto, in cui sono evidenziati i dati già in possesso di DAD e già inseriti nel suo registro. Subito sotto il modulo c’è la clausola Ordine, sotto la quale si trova l’indicazione dell’importo richiesto da DAD per l’inserimento dei dati modificati in quella che definisce inserzione, un importo di 958 euro. Una somma che DAD fatturerà a tutti coloro che invieranno l’ordine ogni anno per tre anni.
La lettera fa anche esplicito riferimento al sito dedicato nel quale DAD parla di “registrazione di base gratuita”. Una novità sostanziale rispetto al passato e che nelle intenzioni dei promotori di questa iniziativa commerciale di direct mailing dovrebbe garantire che nessuno si impegni a pubblicare una inserzione da 958 euro l’anno senza sapere quello che sta facendo.
Alcuni utenti hanno segnalato che sul sito non è invece disponibile alcun riferimento al Codice sulla privacy italiano, sebbene in alcune pagine si faccia riferimento alla legislazione tedesca in materia di privacy. Nelle condizioni riportate sulla lettera cartacea, peraltro, si sostiene come il tutto ricada sotto l’ordinamento tedesco.